
Visto per nomadi digitali Spagna
Vivere e lavorare da remoto da Valencia. Con la "Ley de Startups" i cittadini extra UE ottengono un soggiorno regolare e l'aliquota fissa del 24% mentre costruiscono la loro carriera dal Mediterraneo. Se sei italiano questo visto non ti serve: ti basta l'iscrizione come cittadino UE, ma la pagina resta utile se hai un partner o dei soci extra UE.
Visto per nomadi digitali: cos'è la "Ley de Startups"?
Approvata a fine 2022, la Ley 28/2022 ha cambiato le regole per chi lavora da remoto. A differenza del visto non lucrativo, il visto per nomadi digitali autorizza esplicitamente a lavorare. Copre lo spazio che c'era tra il turista e il dipendente locale.

Requisiti del visto spagnolo per nomadi digitali 2026
Lavoro da remoto
Devi lavorare per un'azienda (o per clienti) con sede fuori dalla Spagna da almeno 3 mesi prima della domanda.
Solidità economica
Prova di un reddito pari al 200% del salario minimo spagnolo (SMI), circa 34.188 EUR l'anno con l'SMI 2026.
Titolo o esperienza
Serve una laurea o un titolo professionale, oppure 3 anni di esperienza nel tuo settore.
Casellario pulito
Certificato del casellario giudiziale con apostille per ogni Paese in cui hai vissuto negli ultimi 2 anni, più una dichiarazione firmata di assenza di precedenti per gli ultimi 5.
Assicurazione sanitaria privata
Copertura privata completa con una compagnia autorizzata a operare in Spagna, valida per tutta la durata dell'autorizzazione. Polizze di viaggio, formule a rimborso, copago e periodi di carenza vengono respinti.

Domanda per il visto nomadi digitali: il percorso
Fase documentale
Metti insieme contratti, apostille e traduzioni. Attenzione: i documenti stranieri vanno tradotti da un traduttore giurato spagnolo, e il costo per un fascicolo completo non è banale.
Domanda presentata in Spagna
L'autorizzazione triennale non si ottiene dall'estero. Dal tuo Paese il consolato rilascia il visto per teleworker, valido al massimo un anno, e solo negli ultimi 60 giorni puoi chiedere l'autorizzazione da 3 anni. Presentando la domanda dall'interno della Spagna durante un soggiorno turistico si ottiene di norma il permesso triennale diretto, e una volta approvato puoi aprire un conto in banca spagnolo per stipendio e affitto.
La carta TIE
Dopo l'approvazione si va all'appuntamento per le impronte in commissariato e si ritira la carta di soggiorno fisica (TIE).
Termini, silenzio amministrativo e tassa
L'art. 76.1 della Ley 14/2013 dà alla UGE 20 giorni lavorativi per decidere. Lo stesso articolo aggiunge che, se non decide entro quel termine, l'autorizzazione si intende concessa per silenzio amministrativo positivo. È l'esatto contrario del visto non lucrativo, dove il silenzio gioca contro di te.
Sempre lo stesso articolo prevede che la presentazione della domanda proroghi il soggiorno regolare in Spagna fino alla decisione. Se sei all'85esimo giorno dei 90 Schengen e hai già depositato, non sei irregolare mentre aspetti.
La tassa è la tasa modelo 790 codigo 038, 73,26 EUR, dovuta per ogni richiedente compresi i familiari nel fascicolo. Pagala online prima di presentare, riporta l'NRC sul modulo e allega la ricevuta. I rinnovi usano lo stesso modelo 038.
Cosa controlla di più la UGE nel 2026
Quella dei nomadi digitali è diventata una delle pratiche più affollate dell'immigrazione spagnola. Le domande continuano a crescere, con Russia e Stati Uniti come primi due gruppi, e la UGE, l'ufficio di Madrid che decide, lavora ben oltre la propria capacità.
Questo ha un effetto molto concreto sulla tua domanda. La Policía Nacional ha segnalato la documentazione falsificata come problema diffuso in tutte le pratiche di immigrazione, quindi la UGE ha stretto su cosa accetta come prova e ha poco margine per rincorrere fascicoli incompleti.
I dinieghi aumentano, e non solo per frode. Basta una checklist non aggiornata, un errore sul modulo o sulla tassa, o una pagina mancante dentro un documento per il resto completo. Oggi un fascicolo imperfetto rischia il rifiuto diretto invece della richiesta di integrazione, e i ricorsi sono lenti e con poche probabilità.
L'assicurazione sanitaria è dove nascono i rifiuti evitabili
La copertura sanitaria privata completa è un requisito rigido dell'art. 62.3.e della Ley 14/2013, e la scheda informativa della UGE è insolitamente precisa su cosa non accetta. La polizza deve essere di una compagnia autorizzata a operare in Spagna e coprire l'intero periodo dell'autorizzazione richiesta.
L'assicurazione di viaggio non vale. Non valgono nemmeno le polizze a solo rimborso, quelle con copago e quelle con periodi di carenza. Queste esclusioni da sole bocciano molti fascicoli per il resto completi: leggi le condizioni di polizza, non la pagina commerciale, prima di firmare.
Dipendenti: il datore di lavoro deve prima registrarsi alla TGSS
Sul percorso da dipendente, l'azienda estera per cui lavori deve registrarsi presso la Tesorería General de la Seguridad Social come soggetto non residente senza stabile organizzazione in Spagna, e impegnarsi a iscriverti al Régimen General.
È il blocco pratico più grosso di questo percorso, perché chiede a un datore di lavoro che non ha nessun altro motivo di parlare con la previdenza spagnola di aprirci una pratica. Avvia quella conversazione con HR o con il payroll mesi prima, non nella settimana in cui monti il fascicolo.
Gli estratti conto ora vogliono firma, timbro o notaio
Un PDF scaricato dall'home banking non basta più da solo. Gli estratti devono essere firmati dalla banca, timbrati dalla banca o notarizzati, e una dichiarazione notarile viene accettata.
Un unico certificato o riepilogo bancario può coprire gli altri estratti dello stesso intestatario e dello stesso conto: di solito è il modo più pulito di presentare tre mesi di entrate.
C'è una seconda metà che coglie tutti di sorpresa. I movimenti che compongono il reddito rilevante vanno segnati uno per uno, "marcados expresamente para su identificación de forma separada del resto", perché l'istruttore possa isolare le tue entrate dal resto. Gli estratti non evidenziati sono tra i motivi più comuni di richiesta di subsanación.
Il tuo ruolo in organigramma decide se il lavoro è davvero da remoto
Qualsiasi qualifica o descrizione legata a produzione, locali o persone viene letta come lavoro che si svolge almeno in parte in sede. Direzione generale, risorse umane, produzione e facility management implicano tutte che tu debba stare dove si lavora.
L'esempio che usa l'ufficio stesso è un panificio: il suo direttore generale non fa un lavoro da remoto, mentre chi ne cura marketing, contabilità o software sì. Se il titolo sul contratto gonfia il tuo ruolo operativo, sistemalo con l'azienda prima di depositare.
Non presentare la domanda come titolare della tua stessa azienda
Tecnicamente puoi candidarti come proprietario della società per cui lavori, ma crea un conflitto nelle carte. Il contratto di lavoro è di fatto con te stesso, implica la tua presenza nella sede aziendale e complica la tua posizione fiscale più avanti.
Quello che ci si aspetta sono contratti con clienti terzi reali e la documentazione che li sostiene. Presentarsi come dipendente o come collaboratore di clienti esterni è la strada più lineare: se qualcuno ti consiglia il percorso da titolare, chiedi un secondo parere prima di depositare.
I tre anni di esperienza richiedono un documento pubblico
Se ti qualifichi con l'esperienza invece che con un titolo di studio, il contratto di lavoro da solo non basta come prova, qualsiasi cosa tu abbia letto in giro. Serve una storia lavorativa rilasciata da un ente pubblico, l'equivalente della vida laboral spagnola, con apostille e traduzione giurata. Per l'Italia significa l'estratto contributivo INPS.
Ti possono chiedere l'originale cartaceo
La UGE ha iniziato a chiedere di esibire un documento originale per verificarne l'autenticità, cosa che prima su questo percorso non serviva. Tieni insieme tutti gli originali e non spedire mai l'unica copia di qualcosa.
Se ti approvano come autonomo, iscriviti subito
La scheda informativa della UGE impone ai lavoratori autonomi di iscriversi al RETA "antes de comenzar la actividad en España", prima di iniziare l'attività in Spagna. Le FAQ dell'ufficio vanno oltre: la mancata iscrizione tempestiva porta all'estinzione dell'autorizzazione, per il titolare e per i familiari a carico.
Nessun termine numerico è stato pubblicato, quindi tratta l'iscrizione da autonomo come un compito immediato e non come qualcosa con un periodo di tolleranza. Prenota la cita e conserva ogni conferma e ricevuta per dimostrare che eri in movimento.
L'iscrizione tardiva è diventata un problema concreto al rinnovo, ed è molto più facile evitarla che ripararla.
Il visto non lucrativo non si converte in visto nomadi digitali
Le FAQ della UGE sono esplicite: l'autorizzazione non lucrativa non permette di lavorare, quindi il lavoro da remoto svolto mentre la si ha non può servire a coprire i tre mesi di rapporto pregresso richiesti. Averci lavorato è di per sé una violazione delle condizioni del non lucrativo.
Coglie di sorpresa chi era arrivato con il visto più facile contando di passare all'altro dopo. Se è il tuo caso, fatti valutare la situazione specifica prima di depositare qualsiasi cosa.
Le professioni regolamentate vogliono l'omologazione o una dichiarazione
Se il tuo titolo appartiene a una professione regolamentata (infermieristica, ingegneria, architettura, avvocatura e psicologia tra le altre) devi omologarlo in Spagna oppure produrre una dichiarazione notarile che non eserciterai quella professione qui.
Colpisce chi si qualifica con una laurea che risulta regolamentata anche se il lavoro da remoto che fa davvero non lo è. Decidi quale delle due strade prendere prima di depositare, perché scoprirlo dopo costa un giro a vuoto.
Le variazioni vanno comunicate entro 30 giorni
La settima disposizione aggiuntiva della Ley 14/2013, comma 2, obbliga i titolari a comunicare entro trenta giorni ogni cambiamento che incida sulle condizioni dell'autorizzazione. Nuovo datore di lavoro, perdita del cliente che fatturi, cambio di indirizzo e variazioni familiari contano tutti.
Il comma 4 della stessa disposizione consente di estinguere l'autorizzazione quando vengono meno le condizioni che l'hanno giustificata. Comunicare nei tempi è ciò che tiene una variazione al livello di formalità invece di trasformarla in una domanda al rinnovo.
Niente di tutto questo rende il visto più difficile da ottenere. Rende più importante come presenti il fascicolo: lavora su una checklist aggiornata a quest'anno, non su una scritta quando il percorso è partito nel 2023.
Il vantaggio della Legge Beckham
Chi ha il visto nomadi digitali e si trasferisce a Valencia può optare per il regime fiscale speciale. Invece dell'IRPF progressivo (fino al 47%) paghi un 24% fisso sul reddito fino a 600.000 EUR per sei anni. È probabilmente il più forte incentivo fiscale in Europa per chi lavora da remoto con redditi alti.
Quanto costa il visto nomadi digitali: fai i conti prima
Due domande arrivano sempre: quante tasse pagherò e conviene fatturare tramite una società spagnola? Per entrambe ci sono dei calcolatori.
Hai i requisiti per il visto spagnolo per nomadi digitali?
Cinque domande veloci sui requisiti reali del Real Decreto 1027/2022. Nessun giro di parole: se non rientri te lo diciamo, e ti indichiamo quale strada funziona meglio.
Dove si trovano i tuoi clienti o il tuo datore di lavoro?
Visto spagnolo per nomadi digitali: le domande frequenti
Da italiano mi serve il visto per nomadi digitali?
Quanto bisogna guadagnare per il visto nomadi digitali nel 2026?
Posso passare dal soggiorno turistico Schengen al visto nomadi digitali senza uscire dalla Spagna?
Quanto ci mette la UGE-CE a decidere nel 2026?
Il visto nomadi digitali dà automaticamente la Legge Beckham al 24%?
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